In copertina: "L'Imperatrice"- olio su tela 90 x 60 Opera dell'Autrice



A MICHELE E ATHENA
UNIONE PERFETTA NELLA LINEA D'ORO



3223 -2332 A.M.



Dipinto su muro - Sala Athena - Hotel Continental - Montegrotto Terme







INTRODUZIONE


Questo libro è il terzo della "trilogia del risveglio", ch'è nata insieme nella mia mente, o meglio nel mio cuore, ad indicare un percorso. Il primo ad uscire è stato proprio il movimento iniziale, con il risveglio "della macchina biologica", il contatto con l'Arcangelo Michele, l'intrecciarsi costante di eventi in sincronicità, simbolo chiaro del Tutto in cui viviamo. Il titolo "Il risveglio di Maddalena: il corpo che canta". Poi è andato alle stampe il secondo, dal titolo "La chiave del paradiso", un manuale d'ipnosi e pnl, poiché, per me, esse sono state lo strumento del risveglio.
Adesso è arrivato il tempo de "Il sonno dell'Imperatrice".
Il titolo è nato insieme agli altri e mi sono chiesta il perché, cosa avrei raccontato. Certo doveva dare una conclusione alla trilogia, ma non sapevo ancora come. Invece tutto era già pronto, dal sogno iniziale, all'incontro con i tarocchi, in particolare con gli Arcani dell'Imperatrice, dell'Imperatore e del Mondo e poi, via, via, la Madonna dormiente della Sardegna e della Sacra di San Michele, le figure di Santa Barbara e di Pallade Athena, la civetta, simbolo suo e degli Splendens, i primi e positivi Illuminati, la Fenice, simbolo della morte e resurrezione, 7(morte), 1(resurrezione), l'incontro con Thoth e le sale degli Amenti, dove il 3 è morte, il 4 vita. E negli arcani, 3 è l'imperatrice, 4 l'imperatore. Numeri e simboli, poiché questo è il Gioco, che sta per finire, con il ritorno a Casa.



PREFAZIONE


Sabato di Pasqua 2016 e sono a Moulay Yacoub, vicino Fes, in Marocco.
Anche qui acqua calda, anzi superbollente, negli hammam marocchini, maschile e femminile, aperti tutta la notte, nei bagni singoli, nella grande, "mista" piscina molto europea e molto cara, per il "dirham", la moneta araba. Sì, lo so, mi piacciono le terme, ma dovevo essere qua, nel mondo islamico, io e Michele, una Colonna di luce, per ancorare la Pace ed unire le tre religioni monoteiste, quella Cristiana, l'Islamica e l'Ebraica. E domani è la Pasqua di resurrezione, ed io sono qui, a Moulay Yacoub, monte di Giuseppe, e sembra proprio il posto adatto, poiché, secondo una storia già raccontata, il luogo si sviluppò dallo stanziamento di una comunità ebraica, in questo sito di acque salutari.

Cristiani, Islamici, Ebrei, un dio unico nei loro cuori, allora perché le contese, le uccisioni, le prevaricazioni. Un solo Dio, ch'è in ognuno. Ma la religione, nella materia, ha diviso ciò ch'era unito. Ed ora è il tempo di riunire, nella luce del creatore. Sembra che nella genesi divina l'islam dovesse nascere per portare ancora la Via che "la religione cristiana ed ebraica" avevano perduta e per dare unità alle tre religioni. Si dice che il Corano fu dettato a Maometto dall'Arcangelo Gabriele e, in effetti, è un libro potente ed esauriente sulle due religioni precedenti, come a confermarle, per poi dare nuovi insegnamenti. Ma "la religione" islamica

ha esattamente fatto come le altre, ha modificato, cambiato per i propri obiettivi terreni, poiché la razza umana ha dimenticato l'amore.

Mi sento nel mio mondo, eppure un po' sola, in questo sabato, dove pur il paese è in festa, poiché questa è zona di turismo e i banchi sono pieni di arabi oggetti colorati e, in ogni dove, "jou" d'arancio, zuppa di fave "bessaràà", schiaccia di mais "harcha" e, mi piace molto il latte acido "Elben". Insomma, ce n'è per tutti i gusti ed i mie "gusti" rispecchiano questo cibo. È Shamà, Shamada.

"Il bagno" è un vero posto di terapia, con stanzette singole o di coppia, con vasca ed acqua "skun", bollente. Sono in attesa, perché, come dice Zora, la mia padrona di casa, "tout le monde" s'è riversato qui. E intanto osservo il variopinto mondo, ch'è veramente molto vario, essendoci provenienza da molte città e paesi. Accanto a me delle ragazze, pantaloni aderenti, capelli sciolti sulle spalle. Ridono allegre, parlando in francese. Dal fondo, due figure. Lei alta, sottile, il lungo vestito nero, il "gellaba", ondeggia sui fianchi, il capo è coperto, sempre di nero, come il "tchador", davanti al viso. Lui in gilleba grigio, il cappuccino calato, si vede solo la scura barba. E alto, longilineo, giovane e come diverso, staccato dal resto di vita che anima la sala. Lei si muove come un'indossatrice, gli occhi scuri, dietro il velo, come a dire "La mia bellezza non è per voi, solo per lui". Alti, indifferenti, distaccati o forse vogliono attirare l'attenzione. Sembrano proprio attori! Comunque, la loro parte è d'attirarmi, e lo fanno bene! Forse "calcano" un po' l'azione! Le ragazze continuano ciarliere e mi sorridono. "By, by". Sono anch'esse interessate a me. In definitiva, io osservo, ma sono molto osservata.

E la sera, un regalo.

Dal caffè, s'ode una musica allegra e risa, urla di ragazze. "Cos'è?" mi chiedo e decido di vedere, da vicino, ciò che accade. Majoubàà, un'altra amica, mi spinge "Sono giovani". "Anch'io" rispondo. Il tempo non esiste. Già, lei si è meravigliata, quando le ho detto che sono nata nel 93! Lei non sa che il tempo non esiste e china le sue spalle, ma gli occhi s'illuminano giovani e la bocca sorride gioiosa alla musica.

Sono circa quaranta ragazze, capelli lunghi, sciolti sulle spalle, pantaloni stretti, che evidenziano glutei che si muovono alla musica. Una fascia sui fianchi, nell'uso arabo, accentua il movimento. La bruna dai ricci capelli corvini, ha legato a fiocco la fascia, nel dietro, come una coda di cavalla, che scalpita nel ritmo.

É tutta una festa di colori, mentre le mani battono e le voci argentine intonano. Maddalena, maddalena, è la festa di maddalena, è l'energia femminile che prorompe libera, bella, abbondante. La piccola orchestra di tre elementi, sale in velocità e le braccia si alzano, i piedi battono, i corpi si muovono sinuosi.

Mi unisco alla danza e il sangue vibra, l'energia sale, come un fuoco dentro di me. Il cuore batte all'impazzata, il corpo non è più abituato a tale frequenza. Eppur quella è la frequenza del risveglio, della salita "della kundalini". Devo riportarlo a quel tempo! La vita rallenta, diviene più meditativa, ma è quello l'attimo. Poi il balzo nell'eternità.

É una scuola proveniente da Mohammedya, una cittadina presso Casablanca, dove si insegnano le danze tradizionali e di folklore arabo. Che bello! Nessun dono poteva essere più gradito di quella musica intensa e travolgente. Il mio corpo richiama il movimento, richiede la salita d'energia, ha bisogno, ed ormai è un po' che non accade, di un partner, che sia abbastanza tantrico da favorirne l'ascesa. Ma qui, in Marocco, il contatto non è facile, e le ragazze battono i piedi, ruotano la testa, perché così il calore sale. sale. sino ad arrivare all'orgasmo, mentre la gola s'apre agli urli acuti e liberatori. Un orgasmo di massa e si spingono, l'una con l'altra, in questa libertà voluta e naturale.

A volte si chetano, nel riposo, quando la musica diviene più dolce e il chiacchierio s'infittisce, poi riprende l'urlo, la danza, e i corpi si muovono frementi. Salire e scendere, salire e scendere, finché l'ultimo fuoco d'artificio raggiunge la vetta d'energia. Poi sorridendo sfollano, ordinate, infilando sui corpi leggeri sciarpe e giacche, a coprire quello che ora si scopre, un pudore nel rientrare nella normalità della strada ancora però si spingono, ancora qualche urlo dalla gola aperta.

Poi il silenzio del mondo che vorrebbe la donna in "tchador". Foulard colorati coprono delle teste, come fiori chiudono il loro profumo. Ma sono maddalene e quelle che lo sono, regine graeliane, porteranno alta la loro corona. Ch'esse possano illuminare la loro terra! Così è. Grazie.

E siamo alla fine del libro, nella Domenica dell'Ascensione, tra queste maddalene di Moammedya, notiamo il nome del profeta, che ci accompagna. La struttura terrena, la religione islamica, come da noi ha causato la divisione di ciò ch'era nato unito e il dio ha perduto la dea. Ma siamo ancora in tempo! L'energia vibra e si spande tra le colline e di là nelle terre del deserto, tra i monti dell'Atlante, sulle rive del mare. Nel sonno l'imperatrice, la portatrice del graal, si sta svegliando e le fanciulle danzano, ancora inconsapevoli, ma guidate, ancorando l'energia alla madre terra.

In alto, tra le stelle, il monte di "Yacoub", con in cima una "torre".

Così ancora l'incontro con tre donne, tutte di Casablanca, ma una vive in Italia, una in Morocco, l'altra a Parigi: Fatima, che riporta il nome della figlia del profeta Maometto, Kadigja, la moglie, Halima, con uno splendido "gellaba nero", bordato d'oro, perché lei è di Parigi. Un triangolo che la divisione umana non deve offuscare! Che il ricordo della Casa Bianca, nell'Isola Bianca del mar del Gobi, dove Shamballa fu posta, ritorni in noi, e la Città del Ponte si ricrei.

"Un ponte di luce" tra la terra e il cielo.

Halima sorride, allungando gli occhi da gatta. "Lei cuce abiti da sposa e li affitta per i matrimoni" dice Fatima, guardandomi. Poi mi portano nella Medina di Fes, a comprare cinture d'oro per i vestiti. Quanti simboli!

Ed oggi due regali, un braccialetto con un cuore, tutto dorato e un portachiavi, anch'esso dorato, la Mano di Fatima, come qui usa. Dietro, l'allegro e ingioiellato ragazzo del negozietto, tutto colori e musica, ha inciso: SHAMADA - 10-4-2016 Il libro ha la sua firma con la mano di Fatima, che porta la Chiave.



mano di Fatima





COMINCIA IL GIOCO


CARTA N°3: L'IMPERATRICE. Rappresenta il maestro visibile. Nelle pratiche di divinazione è l'agire con giustizia, che porta sempre al successo. È la sintesi tra il padre e la madre superiori. Il giglio alla sinistra della donna (ricorrente, per me e simbolico) è candore e purezza, intesa come mancanza di malignità e superamento del giudizio (Chesed). Il grifone sullo scudo è la figura mitologica che custodisce l'oro, da intendersi come "l'oro dei filosofi". Sul petto dell'imperatrice spicca il Tau capovolto, l'allegoria dell'imperatrice è una donna giovane. "Agire con giustizia porta al successo", questo è il monito della carta.

CARTA N°4: L'IMPERATORE. É il compimento dell'opera che eleva Tipharet a keter. Siede infatti su una pietra cubica con l'emblema di un grifone. É la via di mezzo che passa tra il sole e la luna impressi sul petto dell'uomo giovane rappresentato in figura.

CARTA N° 21: IL MONDO. Come il sole anche il mondo è una carta di realizzazione e ascesa verso Dio. I simboli dei quattro evangelisti: leone, toro, aquila ed uomo, rappresentano le quattro porte equinoziali e solstiziali che regolano i tempi dell'opera.

(da La Cabbala di Alessandro Troisi)





12-12-2010 - SAN ROCCO


Tramonto dei più belli, in questa spiaggia che sempre mi richiama dal mio errare: all'orizzonte, il mare traccia una riga netta, che delimita il cielo, e sopra, come distante, una fascia vermiglia di nuvole, coronate dagli ultimi bagliori del sole. Nel mezzo galleggiano le isole poste innanzi, sollevate per l'effetto ottico del velo umido che le avvolge; colgo con lo sguardo il profilo conosciuto di Monte Argentario, l'imponente sagoma dell'isola del Giglio, il camino a punta di Montecristo e, più a destra, le lontane isole della Corsica, unite quasi all'Elba ed al promontorio di Piombino. Sulla battigia si muovono e sostano sagome scure di persone, colte dall'incanto del momento. Che splendore! La natura è un palazzo incantato, che ci offre i suoi gioielli, solo chiedendo amore. "É nato Gioiele", ha telefonato ieri Paolo di Chioggia, con il suo accento veneto, che mi piace tanto, ed ho veduto una cascata di Gioie, un rotolar di perle iridescenti, qui, sulla terra. Sì, un altro bambino speciale, uno del nostro gruppo, certo un'anima antica, che ha deciso di scendere, d'infognarsi nella viscosità della materia, per portare avanti il suo copione. Dallo stabilimento balneare "Il Giglio", apparentemente chiuso e disabitato, si leva, ad un tratto il suono d'una tromba: qualcuno si sta esercitando all'interno, approfittando del posto solitario. E sale e scende e piroetta squillante, e io vedo la sua bocca dorata aperta, come una cornucopia.

Accompagna il tramonto, circonda i miei ricordi. Oggi, 12, 12, 2010, ho sentito di ricominciare a scrivere, dopo la fine dell'altro libro. E non è una data comune, me ne accorgo, ora, perché indica il mio numero, il 12 o 21. "Sarà di buon auspicio", penso tra me e sorrido, guardando tre nuvolette rosa, che, sole, solette, si stagliano nel cielo che imbruna.

Come al solito, la vita mi porta messaggi, che sembrano più insistenti, dopo la conoscenza di Vinicio, a Monfalcone. Presto uscirà il secondo libro di lui "L'impero di Asson"; mentre Vinicio ne parlava, in modo schietto e preciso, le sensazioni si accavallavano, dei segni si chiarivano. Li, al bordo dei monti innevati, che delimitano l'Austria, ritornava dentro di me Sissi, l'imperatrice, ed il Palazzo di marmi opalescenti, su cui i piccoli piedi scivolavano leggiadri. E lui, l'Amato, mi era accanto. Parole antiche, che l'amico ha registrato su musiche bellissime, mi sono state date, incise su tre CD; ho guardato i dischetti tra le mie mani "Messaggi da altrove" il titolo; realizzato dallo Studio Phoenix. Ecco, nuovamente, il segnale della Fenice, della Rinascita.

Poi, ad Abano, una piccola sosta, prima di discendere a Grosseto, nella camera d'albergo, "l'acqua dell'Imperatore", una piccola bottiglia, posta sul tavolino, con lo stemma dell'aquila. E qui, a San Rocco, appena accesa, la radio, sul canale francese, che sempre mi piace ascoltare, ecco la musica soave del "Celeste Impero", inaspettata, e facente parte di una lezione di lingua cinese, in programma in quel momento. E, subito dopo, un messaggio al cellulare di Gino, dalla Sardegna:

"Cerca su Google, cerca The Queen"...Beh, comincia il nuovo gioco!